DR. FAUST ?!? Perché questo nome ? Questo è il primo quesito che si pone chiunque s’imbatta “sulla strada” di questo bluesman “orobico”. Vediamo di svelare “l’arcano” : la leggenda del blues vuole che il suo personaggio più carismatico, ovvero il mitico Robert Johnson abbia “venduto” l’anima al diavolo per imparare a suonare il blues; nelle letteratura, un grande scrittore tedesco, Goethe enunciò in una sua opera le gesta di un fantomatico “Doctor Faustus” questo “dottore” tedesco per conquistare il dono della sapienza stipulò anch’egli un contratto con il suddetto “messer satana”, dove la sua anima veniva barattata con il potere della “conoscenza”.

Come si può notare vi sono affinità fra questi due personaggi : uno veramente esistito – Robert Johnson – l’altro invece frutto della fantasia del grande Goethe, entrambi, nella “leggenda” hanno ceduto la propria anima per raggiungere, a tutti i costi, ciò che più desideravano.

Fausto Scaravaggi, ovvero il “nostro” DR. FAUST, sostiene invece in maniera più “terra-terra” di essersi affibbiato questo soprannome perché nei suoi primi anni di villeggiatura sulle nostre coste marittime, per farsi meglio intendere dalle fanciulle teutoniche, presentarsi come “Doctor Faust” rendeva più semplice la comprensione “dell’ostico” nome Fausto.

Conoscendo lo spirito auto ironico del “Doc.” (così lo chiamano, confidenzialmente, i musicisti della band) sicuramente non c’è da fidarsi troppo della tesi di Fausto, ma  il “mistero” dopotutto, rende ciò ancora più affascinante, quindi “così è…se vi pare” come diceva Pirandello.

Le influenze musicali del “nostro dottore” hanno radici che si piantano nel retroterra culturale del blues e del rock. Nei primi anni 70, il fratello maggiore di Fausto (Remo Scaravaggi) fece circolare in casa i primi dischi di Frank Zappa, Alice Cooper, Hendrix, Pink Floyd, ecc…Fausto non è che a quei tempi li apprezzasse più di tanto, ma sicuramente a livello inconscio diedero anche loro un grosso background artistico alla formazione musicale del Doc. Il vero “flash” (come successe tra l’altro, al grande armonicista di colore “Sugar Blue”) viene invece da Bob Dylan,  quando  DR. FAUST ascolta per la prima volta nel’76 il disco “Desire”; resta anche folgorato, poi, dagli altri dischi di Dylan dove scopre la passione per il blues del cantautore americano. I blues di Dylan incuriosiscono DR. FAUST che ricerca a questo punto “i padri storici” : oltre al già citato Robert Johnson, vengono scoperti dal Doc, Muddy Waters, Willie Dixon, John Lee Hooker, Little Walter, ecc… viene poi nel 1981 l’esplosione del film “The Blues Brothers” che riporta il blues  a una nuova giovinezza e fa scoprire anche la mitica figura di John Belushi che su Fausto avrà una grossa presa.                                   

Fausto Scaravaggi imbraccia a quel punto la chitarra acustica e l’armonica sorretta dal porta- armonica in metallo e assumendo il soprannome di “Blind Boy Grunt ’60” (nome che ancora oggi tiene quando sostiene concerti di sapore acustico, ovvero “unplugged”) cerca di emulare le gesta di Dylan e Robert Johnson, non disdegnando però i cantautori italiani quali : Edoardo Bennato, Francesco Guccini e De Gregori. Lavora per molto tempo per Radio Papavero, un’emittente libera molto apprezzata e seguita dal pubblico rockettaro e alternativo. Dopo un breve periodo in una radio più commerciale (Radio Antilope), approda alla radio rock per eccellenza della bergamasca : West Radio e vi resta fino allo scioglimento della stessa. Durante questo periodo vede moltissimi concerti (importante è l’influenza di Fabio Treves) acquisendo quindi una grossa cultura musicale.

Attualmente conduce un proprio programma rafiofonico a Radio Ponte International di Ponte S. Pietro (Bg) “FIGLI DI UN BLUES”.

Nell’86 – ‘87 viene aperto uno dei locali “storici” della bergamasca, il cui nome viene dato dal Doc,  ovvero la “COFFEE HOUSE”, di Torre Boldone (BG), dove Fausto Scaravaggi diviene il direttore artistico. La necessità di avere un gruppo che possa “tappare” i buchi di programmazione del locale fa ispirare al Doc un’idea geniale : raggruppa attorno a se i musicisti di varie bands che gravitano attorno alla Coffee House e forma (su influenza dei “Blues Brothers”, tra l’altro simbolo del locale) : DR. FAUST & The Coffee House Brothers, cioè la band che ancora oggi rappresenta l’immagine del “dottore del blues”.

Poco dopo, DR. FAUST crea una seconda band : “THE ROCK BRIGADE” dove trasferisce il suo amore per un certo tipo di rock impegnato socialmente (sulla scia dei gruppi storici del settore, come The Clash e Tom Robinson Band), con questo gruppo il nostro Doc comincia a tentare l’uso della lingua italiana nel rock di stampo anglo-americano e in quel periodo nasce il brano “Reattori Atomici” uscito anche in versione 45 mix (sul lato B del disco vi erano poi una versione rock di “Apache” degli Shadows e una quasi punk di “Blowing in the Wind”  di Dylan). Con The Rock Brigade e The Coffee House Brothers (l’una nel rock e l’altra nel blues) parteciperà a festivals prestigiosi come : il Festival Rock di Aosta e il Festival Blues di Pavia e di Nave (BS). Nel 1989 decide di dare spazio anche alla sua vena “acustica” e sotto il soprannome di “Blind Boy Grunt’60” produce un lavoro dal titolo “The Lost Bandit” dove suona in quasi tutti i brani, la maggior parte propri, la chitarra acustica, e vanta la collaborazione di amici-ospiti, su tutti questi ospiti ricordiamo il bluesman inglese Cliff Aungier.

Dopo il 45 mix “Reattori Atomici”, il 33 compilation “Rock Bands Will Come” e il lavoro autoprodotto “A Volte Ritornano” il progetto Rock Brigade comincia a perdere colpi, contemporaneamente  nel 1992 la blues band The Coffee House Brothers (allora Big Band con fiati, tastiere e percussioni) dopo il lavoro registrato dal vivo “Down The Highway” che coronava l’interminabile “Blues Alcohol Tour” si riduceva a soli cinque elementi dei nove originari.

Ormai parcheggiata ed in attesa di “restauro” la band The Rock Brigade, DR. FAUST si getta anima e corpo sui Coffee House Brothers e dopo il demotape : “Coffee House Shuffle” registrato dal vivo, nel 1992, nel 1994  vede  la  luce il CD “BISOGNO DI BLUES” per la Duck Record di Milano. Nel CD viene tentata la  via  del  rock-blues  in  italiano e DR. FAUST cerca di attuare quello che il grande Fred Buscaglione riuscì a creare su basi jazz-swing negli anni ‘50. I brani in italiano del CD piacciono per l’immediatezza, la simpatia e l’originalità dell’idea. Il lavoro viene presentato, con successo, il 16 maggio 1994  presso l’Auditorium di P.zza Della Libertà a Bergamo, in una serata gremita di pubblico e piena di feeling, organizzata con l’agenzia Promoteam Music. Viene alla luce anche il primo videoclip “Bisogno di Blues”.

Nel 1997 esce il secondo CD  di DR. FAUST & The Coffee House Brothers  dal titolo “CUORE SELVAGGIO” registrato negli studi della Duck Record di Milano; il nuovo CD propone con un sound più aggressivo il progetto di blues in italiano del Doctor, senza dimenticare le radici di questa musica.

La “forza della natura” di DR. FAUST & the Coffee House Brothers è, comunque, dal vivo che ha la sua massima espressione; lo show è basato sul coinvolgimento totale del pubblico supportato da una base musicale dove blues, rock’n’roll, soul, funky & R’n’B, si fondono in una miscela esplosiva che ha sulla platea un effetto “dirompente” grazie alla grinta, alla professionalità (unita alla fantasia) della formazione di DR. FAUST.

Ricordiamo che Dr. FAUST nel ruolo di armonicista ha collaborato con : Settore Out (sul lavoro live “Un urlo nel cielo” registrato nel 1988 dal vivo alla Coffee House e sull’LP “Un’altra volta” del 1990); Jo-Jo Mundi; Chuck Fryers (noto bluesman inglese che risiede in provincia di Milano) ed altri gruppi minori.

In veste di Special Guest all’armonica ha avuto modo di esibirsi al fianco di grossi bluesmen come: Luisiana Red, Lurrie Bell, Deitra Farr, Cliff Aungier, Chuck Fryers, Kent Duchaine, Fabio Treves, Nik Beccatini, Giancarlo Crea (armonicista e cantante dalle molteplici esperienze nei più rinomati festival nazionali, europei ed americani e finora l’unico italiano insieme con la sua Model T Boogie ad aver partecipato al Chicago Blues Festival), Andy J. Forest, L.A. Jones, Lazy Lester, Maurizio Gnola, Omar & The Magic Roosters e altri ancora, non dimentichiamo infine il rock italiano, fra i più noti : Rats & The Gang che l’hanno avuto più di una volta ospite in concerti.

Con le Bluesgirls, infine, collabora all’armonica nel video-clip delle stesse ed è anche  il loro produttore artistico e “spiritual guidance”.

L’esperienza decennale è stata arricchita ulteriormente dalla partecipazione al programma radiofonico “CI VORREBBE UN GOSPEL” diffuso da Radio Due RAI nei mesi di febbraio e marzo ‘96, condotto dall’istrionico Zap Mangusta, con la supervisione del noto cabarettista Paolo Rossi; trasmissione alla quale per venti puntate Dr.FAUST & C.H.B. oltre ad eseguire classici del gospel, proponevano brani di propria composizione.La puntata conclusiva di “Ci Vorrebbe un Gospel” viene poi effettuata in piazza S.Carlo a Torino, i diretta prima, televisiva (RAI 2) poi radiofonica (RadioDue), di fronte a 40.000 persone a fianco di artisti del calibro di Vecchioni, Baccini, Nomadi, Bennato e altre celebri stars della musica italiana e non. Oltre a ciò partecipano al programma sempre di Radio Due RAI “DA DOVE CHIAMA” condotto da Paolo Villaggio.

Nel giugno 1997 è la volta del programma di RAI 3TALENT SCOUT”, condotto da Simona Tagli.

Il 6 luglio 1997 partecipano al PISTOIA BLUES FESTIVAL nella serata conclusiva con Steve Winwood e Zucchero di fronte ad un pubblico di 20.000 persone.

Il 10 agosto e il 24 settempre sempre 1997 vengono ospitati nel programma di RAI 3GIROFESTIVAL”, la trasmissione è trasmessa da RAI 3 INTERNATIONAL.

Da ricordare inoltre la partecipazione al festival “Sweet Soul Music” di Porretta terme (BO) dove DR.Faust ha infiammato la platea prima dell’arrivo del grande Percy Sledge. Il 7 settembre 1999 il nostro “Dottore” ha aperto la serata di zucchero “Sugar” Fornaciari a Reggio Emilia davanti a 18.000 persone entusiaste; non ultima la partecipazione al Festival della Arti e della Musica di Fivizzano (Massa Carrara).

Nel 2000 vi sarà la collaborazione live, come special guest di James Thompson.

Dopo una frenetica attività live elettrica DR.Faust registrerà il 13 marzo del 2004 un album completamente acustico all’Auditorium S.Lino di Lurano (BG) (paese ove vive lo stesso Dottore), dal titolo: “Live in Lurano – The Unplugged Concert” sempre con la formazione dei Coffee House Brothers.

Passeranno sette anni On the Road per giungere al Cd “Il Serpente del Blues”, dove DR.Faust unisce il sound blues con sonorità house/hip hop. La title track è stata anche registrata in video clip e si può visionare su Youtube. L’album in questione è stato realizzato negli studi Mc Harmony di Manlio Cangelli a Stezzano (BG).

Quattro anni dopo nel 2015 DR.Faust riesce a realizzare uno dei suoi obbiettivi, al quale stava pensando da molti anni, ossia la creazione di una band che riscopra il sound degli anni storici del rock’n’roll – anni ’50 – contaminato dal new rockabilly degli Stray Cats e dal pub-rock-blues inglese proposto negli anni ’80 dai Nine Below Zero, con piccole incursioni verso il punk rock dei Clash, senza dimenticare il folk-rock di Bob Dylan e il country-rock di Johnny Cash!

Questa band prende il nome di: The Traveling Cats feat. DR.Faust…immediata è la realizzazione di due album live: “Rumble in Mothorfest” sempre del 2015 e “Rumble & Storm in the High City” del 2016, dove si può ascoltare la potenza adrenalinica dei live set di DR.Faust accompagnato dal fido bassista Reneè Blues Bass Del Corso, da King Arthur Del Torchio alla batteria e dal talento della chitarra elettrica rock e blues William RockaWilly Vitali

Nel 2018 DR.Faust festeggerà i 32 anni di carriera artistica e si prevede una tournee apposita per questo grande avvenimento con  la formazione The Coffee House Brothers, che possiamo considerare una delle band di punta del rock-blues bergamasco e non solo, destinata a regalare grosse soddisfazioni ai propri estimatori che hanno supportato questa formazione sin dagli esordi in quell’ormai lontano, ma ancora “vivo” 1986 presso il locale “Coffee House” di Torre Boldone (BG).

“Nothin’ but the blues, but the blues had a baby and his name is….DR. FAUST”